Nel titolo riporto due passaggi fondamentali della gravidanza in un ordine apparentemente errato.
Si presume che prima si concepisca un bambino e poi si prenotino tutti gli accertamenti del caso.
L'Italia, apparentemente, è un paese che offre molto alle mamme in dolce attesa, più di quanto viene mediamente offerto negli altri paesi europei, basta pensare che una mia amica a Londra fu dimessa il giorno successivo al parto mentre in Italia è prevista la degenza minima dai 3 ai 5 giorni, a seconda della tipologia di parto.
Ad ogni modo purtroppo non è sempre così.
I fatti: nel 2006 finalmente scopro di aspettare la mia cucciolotta, come da prassi mi reco dalla ginecologa che dopo le visite di routine mi prescrive le varie analisi da eseguire e le ecografie previste per legge, è da notare che tutto quanto viene ritenuto necessario da protocollo di gravidanza ed è "offerto" dal servizio sanitario nazionale, questo significa che tutti gli esami obbligatori in gravidanza sono gratuiti incluse le tre ecografie tra cui quella morfologica.
Per chi non lo sapesse, l'ecografia morfologica viene eseguita tra la 19esima e la 20esima settimana di gestazione ed ha lo scopo di valutare la crescita del feto al fine di individuare problemi gravi o sintomi di tali.
Ad ogni modo, raccolte tutte le varie impegnative mi dedico alla prenotazione dei vari servizi. All'epoca vivevo a Piombino Dese, una località a pochi km da Camposampiero e dal suo relativo ospedale, nonché punto di ferimento sanitario a livello locale.
Decido di spendere i miei 20-30 minuti di attesa al call center di prenotazione visite, durante qualche attività domestica come lo stiro, già, perché nonostante Camposampiero sia un città con tanto di ospedale che raccoglie un grosso bacino di utenza nell'alta padovana, ha un CUP sotto dimensionato rispetto la portata di chiamate. Dopo 30 minuti abbondanti e quasi a metà del lavoro domestico, risponde una ragazza di una gentilezza conforme agli standard di un cup, che parlava ad una velocità degna di Mina in "Brava" le presento la mia richiesta con numero di impegnativa e dati correlati, pochi secondi e mi risponde: "Ci sono 6 mesi di attesa." nel mio cervello decodifico quella risposta giunta come un flash: qualcosa non mi torna.
20 settimane di gestazione sono pari a 4 mesi e mezzo, come posso fare l'ecografia dopo sei mesi, considerando che ad ogni modo il primo mese e difficile riconoscere il proprio stato interessante? Come può essere che ci siano quindi ecografie morfologiche prenotate oltre i 5 mesi? Ci sono delle pazienti vate che prevedono di rimanere incinta con almeno 15 giorni di anticipo? Prenotano le ecografie e poi programmano il concepimento? La cosa non mi è tuttora chiara.
Sfinita già dall' attesa e dalla sconcertante notizia, ringrazio la signorina che prontamente riaggancia.
Eseguo altri tentativi di prenotazione in ospedali vicini senza alcun successo ma con un profondo sconforto dato che non tutti erano nemmeno dotati di cup e bisognava chiamare direttamente in reparto in un forchetta di tempo di circa 2 ore ad un telefono prontamente occupato o dove nessuno rispondeva, nella mia mente si creò un'immagine di una stanza vuota con tutti i telefoni squillanti, ovviamente si tratta di telefoni i cui numeri sono riferenti a pubblici uffici.
L'esperienza con la sanità locale e la relativa prenotazione si conclude nel seguente modo: non esiste un ente sanitario locale in grado di garantirmi il servizio, solo privatamente con cifre ben oltre i 200 €.
La soluzione: eseguo due calcoli, chiamo il numero 80 33 33, ovvero il cup della regione Lazio, prestate attenzione, non dell'ospedale ma di tutta la rete sanitaria della regione Lazio. Chiamo e dopo un'attesa di 3 o 4 minuti, non ricordo di preciso, mi risponde una ragazza e le presento tutta la situazione tenendo conto che vengo da un'altra regione, risponde alle mie domande, le dico il periodo in cui devo fare l'ecografia e la signora mi chiede: "Dove le piacerebbe farla?". Scherziamo? Già tanto che c'è posto e posso anche scegliere dove farmela? Le dò l'indirizzo dell'amico che mi avrebbe ospitato a Roma e voilà prenotazione a neanche un km da casa.
Con poco meno di 100 € di treno (all'epoca), una visita ad un amico e un week end a Roma ho potuto eseguire il percorso diagnostico usufruendo del ssn.
La conclusione: questa esperienza insegna che anche in una regione, apparentemente avanzata come il Veneto, si può ancora migliorare istituendo appunto un cup unico.